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 Lettera dott. Venturella

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Stefano
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MessaggioTitolo: Lettera dott. Venturella   Mer 15 Set 2010, 01:02

Ciao a tutti, di seguito trovate la lettera che il dottor Venturella dell'Ufficio Scolastico Provinciale ha inviato a tutte le scuole per l'inizio dell'anno scolastico

MINISTERO DELL’ISTRUZIONE, DELL’UNIVERSITÀ E DELLA RICERCA
UFFICIO SCOLASTICO REGIONALE PER IL VENETO
DIREZIONE GENERALE
Ufficio XIII - Ufficio scolastico di Vicenza
Borgo Scroffa 2 - 36100 Vicenza

Il Dirigente Vicenza, 13 settembre 2010
« Seconda stella a destra: questo è il cammino
e poi dritto fino al mattino se ci credi ti basta perché, poi la strada la trovi da te !
E ti prendono in giro se continui a cercarla,
ma non darti per vinto, perché chi ci ha già rinunciato
e ti ride alle spalle forse è ancora più pazzo di te!
(L'isola che non c'è di Edoardo Bennato)
Carissime studentesse, carissimi studenti

Bentornati a scuola!
E’ tempo ormai, dopo la lunga pausa estiva, di riprendere il viaggio assieme a tante persone che, a vario titolo, hanno il dovere di accompagnarvi verso la piena realizzazione di voi stessi e al conseguimento del successo formativo: dirigenti, docenti, personale e tutte le vostre famiglie, assieme alle realtà presenti nel territorio. Ripartiamo pieni di fiducia, pur consapevoli che la nostra società sta attraversando un momento di crisi sul piano politico, economico, morale, le cui conseguenze si riflettono necessariamente sul sistema scolastico e sulla sua capacità di incidere efficacemente sull’educazione delle nuove generazioni. Viviamo in una stagione di disincanto e di emergenza educativa: manca un comune orizzonte di valori per cui anche le istituzioni incontrano difficoltà a mettersi in rete, a intessere un dialogo efficace per costruire insieme un progetto condiviso.

Ma è proprio in tale contesto, in cui i giovani sembrano disorientati e poveri di futuro, e anche gli adulti sperimentano la fatica, sentendosi spesso inadeguati di fronte ai problemi irrisolti della società “liquida”, che la scuola è chiamata, ancora una volta, a raccogliere le sfide e a compiere uno sforzo di maggiore coraggio.

La scuola, infatti, rimane per tutti uno dei luoghi di maggiore rilevanza per la crescita umana, cognitiva e relazionale del soggetto, ed oggi è investita di nuovi compiti e responsabilità: è chiamata a svolgere non solo la funzione di trasmissione ed elaborazione critica dei contenuti, ma anche a favorire, attraverso i saperi e le discipline, la formazione plenaria della persona e del cittadino. Le competenze-chiave di cittadinanza non sono forse gli obiettivi strategici fissati per tutti gli studenti europei?

Sapersi orientare nella complessità è per ogni persona la condizione indispensabile per l’esercizio di diritti e di doveri, ma anche per concorrere al bene della comunità. Assieme al sapere, al saper fare, al saper essere, occorre saper vivere con gli altri, per costruire insieme una convivenza umana equa e solidale, promuovendone lo sviluppo.

Ricordatevi che voi costituite la più grande risorsa del Paese. Certo, con modalità diverse rispetto all’età, siete chiamati ad essere protagonisti e a dare un contributo personale alla vita scolastica mediante proposte e progetti originali. Non rassegnatevi ad essere destinatari passivi, ma parte attiva nelle scelte, in modo che possiate comprenderne il significato e rafforzare la motivazione allo studio.
Valorizzate le assemblee di classe e di istituto, come momenti istituzionali importanti per il confronto, il dibattito, l’esercizio della democrazia. Negli incontri della Consulta provinciale degli studenti, ho avuto modo di apprezzare in tanti di voi la voglia di essere nella scuola in maniera significativa e di contare di più. Non scoraggiatevi se incontrerete qualche resistenza. Potrete certamente trovare in molti docenti sensibili l’aiuto necessario per realizzare percorsi di cittadinanza attiva, di legalità e di partecipazione: la Democrazia, infatti, è un valore che si apprende non solo attraverso lo studio, ma soprattutto mediante l’esercizio e la pratica quotidiana.

Per questo, non aspettate domani per impegnarvi. Il futuro è adesso. Le discipline e i saperi devono fornivi le competenze e gli strumenti essenziali per comprendere i processi di cambiamento, per inserirvi con capacità critiche nella società, per vivere non da sudditi, ma da cittadini liberi e consapevoli. Non rinunciate a pensare con la vostra testa, ma cercate di avere un vostro punto di vista sulla realtà, sui problemi del mondo contemporaneo, non mettendovi come gregge al seguito di venditori di fumo e di improbabili messia. Andate controcorrente, sfidate i pregiudizi, non fatevi ingabbiare dai luoghi comuni, osate pensieri divergenti rispetto alla massa, cercate di vivere con libertà interiore e autonomia.

Ritagliatevi tra i tanti impegni che potrebbero portarvi alla dispersione, spazi di silenzio per meditare, leggere, ascoltare musica, rimanere con voi stessi. E’ cercando dentro la vostra coscienza che potrete trovare le risposte alle domande di senso, alla vostra sete di verità, di giustizia, di libertà: utilizzate il sapere per scegliere ciò che è buono, giusto, bello. Ma, soprattutto, mettetevi in dialogo e in ascolto degli altri: dei vostri compagni di classe, di scuola, degli insegnanti, soprattutto di quelli che sanno riscaldare il vostro cuore e sanno comunicarvi la passione per la ricerca. Fate diventare la vita della scuola un’esperienza viva e significativa, dove è bello ogni giorno incontrarsi, condividere le fatiche e la gioia dell’apprendere cose nuove che allargano gli orizzonti della mente e del cuore.

Coltivate l’amicizia, che è il più grande dono generato dalla gratuità. Accogliete tutti, indipendentemente dal colore della pelle o degli occhi, perché tutti siamo parte della stessa famiglia umana. Sappiate apprezzare la diversità come ricchezza, la pluralità come antidoto all’omologazione e alla chiusura. Fate in modo che ognuno si senta oggetto di attenzione: la più grande sofferenza è quella di non sentirsi pensati e amati. E senza amore non c’è conoscenza, né apprendimento.

Purché lo vogliate, avete la possibilità di collaborare alla costruzione di una società migliore, secondo quei valori che la nostra Costituzione ha saputo individuare come mattoni fondamentali su cui costruire la casa di tutti, per assicurare il progresso sociale e civile del Paese, a partire dagli ultimi.

Prendete il largo, abbiate il coraggio di sfidare l’ignoto, di sognare cose grandi, di cercare…l’isola che non c’è. A costo di essere considerati pazzi!

Coltivate l’utopia di un mondo nuovo, aiutando noi adulti a credere e sperare nel futuro!

Permettetemi, infine, di affidarvi il primo compito, accessibile a tutti: attraverso voi studenti, che occupate il posto centrale nell’azione educativa e didattica, desidero far giungere l’augurio di buon anno a tutti i vostri insegnanti, al personale, ai dirigenti, alle vostre famiglie, che seguono, con trepidazione e speranza, il vostro percorso di studi, desiderosi che ogni vostra fatica e ogni vostro desiderio di bene possano ottenere il risultato meritato e sperato.

Vi abbraccio tutti con affetto, augurandovi buon cammino.

Franco Venturella


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