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 Decalogo per l'insegnante per il controllo dello stress emotivo

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AutoreMessaggio
Marta
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MessaggioTitolo: Decalogo per l'insegnante per il controllo dello stress emotivo    Lun 27 Set 2010, 21:23


Tratto da "Scuola disattenta" di Domenico Nardella


Uno dei più importanti problemi per la scuola in ambito didattico ed educativo nella situazione attuale consiste nel coordinare validi interventi per il trattamento dei bambini ADHD e con difficoltà di apprendimento.

La difficoltà incontrata dall’alunno ADHD e con difficoltà di apprendimento a modulare la propria concentrazione e attività in funzione di sollecitazioni esterne, per un periodo di tempo prolungato, emerge soprattutto nell’ambiente “classe”.

E’ comunque ormai evidente che se si integra un training nei vari contesti di vita reale del bambino ADHD, in maniera coerente e sinergica, vi saranno maggiori probabilità di ottenere risultati positivi e benefici a livello psicopedagogico.

Per poter creare un adeguato rapporto di collaborazione con un bambino ADHD sono necessarie una profonda competenza in ambito pedagogico ed una notevole capacità emotiva e creativa, affinché il soggetto possa apprendere le abilità necessarie, di autocontrollo sociali e didattiche, per superare le proprie difficoltà.

E’, inoltre, ormai sempre più evidente la necessità di realizzare un intervento realmente globale e concretamente multidisciplinare, con il coinvolgimento di tutti gli insegnanti, dei compagni di classe e della famiglia.

… E’ importantissima quindi la motivazione, la creatività e l’abilità dell’insegnante per catturare tale attenzione e coinvolgimento positivo da parte del bambino.

Fondamentale ancora una volta, è il prerequisito della formazione e preparazione emotiva dell’insegnante, per una gestione della classe che miri a cambiare l’ambiente che circonda i bambini ADHD e con difficoltà di apprendimento, in modo da facilitare i comportamenti adeguati che favoriscono socievolezza e coinvolgimento positivo alle attività di classe, diminuendo al massimo i comportamenti non favorevoli. [...] Considerando poi la difficoltà dei bambini ADHD a controllare le tendenze impulsive e reattive, i problemi che si manifestano nel seguire le regole e la loro bassa tolleranza alla frustrazione, non sorprende che molti di essi abbiano problemi di aggressività. Infatti, oltre agli accorgimenti didattici e gestionali del singolo e della classe, per una maggiore efficacia sarebbe opportuno la consulenza e la supervisione di un pedagogista clinico o di uno psico-pedagogista.

Una conoscenza pratica, anche approfondita, delle varie strategie cognitivo-comportamentali non può essere sufficiente se non si è in grado come insegnanti di mantenere un buon livello di autocontrollo sulle proprie reazioni emotive e comportamentali [… ].

Gli insegnanti che riescono meglio a gestire le difficoltà comportamentali e di apprendimento dell’alunno ADHD sono quelli che hanno maggiori capacità di autocontrollo e che dispongono di un piano di intervento e di strategie comportamentali ben definite e consolidate.

Diviene quindi necessaria una formazione emotiva e pedagogica dell’insegnante.

Di seguito sono elencati alcuni suggerimenti in termini di decalogo, con l’obiettivo di contenere e controllare lo stress emotivo dell’insegnante, che può insorgere nella relazione e nella gestione dei comportamenti indesiderati dei bambini ADHD, con caratteristiche salienti di iperattività, disattenzione, impulsività e oppositività.

L’elenco può servire come riferimento per favorire opportune riflessioni e approfondimenti:

restare il più possibili calmi nei momenti pur protratti di conflitto e di crisi. E’ importante usare tecniche di rilassamento per ridurre il livello di stress. La calma determina un ambiente più favorevole per mantenere la relazione con l’alunno ADHD e con difficoltà di apprendimento e contenere gli eccessi e le degenerazioni a livello comportamentale;

non dimenticare il fatto che l’alunno ADHD e con difficoltà di apprendimento presenta caratteristiche di origine costituzionale. Queste possono essere migliorate nei loro aspetti funzionali ma mai eliminate completamente. L’aiuto attraverso terapie o strategie pedagogiche appropriate può favorire un miglioramento anche superiore all’80%;

conoscere l’ADHD e i metodi di intervento psicopedagogici da attuare in ambito scolastico favorirà una relazione positiva e di successo didattico;

comunicare con modalità comprensibili e chiare. Pure se non sempre semplice, è importante attuare forme diverse, in modo verbalizzato o attraverso istruzioni scritte. Quando la comunicazione è poco chiara il bambino ADHD e con difficoltà di apprendimento può rimanere confuso;

importante, altresì, è mantenere cadenze regolari nell’attività didattica ed una sana routine. Avere aspettative e tempi scanditi in modo regolare è importante per l’alunno ADHD e con difficoltà di apprendimento;

avere la capacità all’interno della routine di cambiare i comportamenti e le modalità, con l’obiettivo i mantenere vivo l’interesse del bambino e accrescere la sua attenzione;

assumere un atteggiamento ed una prospettiva positiva. Questo è determinante in maniera assoluta per riuscire a mantenere in classe un clima favorevole per il bambino con ADHD e con difficoltà di apprendimento. Quando si respira clima negativo nella classe, tutti gli alunni diventano più ingestibili e nervosi, influenzandosi a vicenza;

essere consapevoli delle situazioni che possono provocare comportamenti indesiderati col fine di agire nella gestione dell’alunno ADHD e soprattutto della classe, in modo preventivo;

utilizzare appropriate tecniche pedagogico-cliniche e psicoeducative può favorire gli insegnanti nella relazione col bambino ADHD. Certe volte si può pensare di aver fatto tutto il possibile ma in alcuni casi strumenti e tecniche, pur validi, sono stati forse usati in modo inappropriato o per un tempo non sufficiente, tale da favorire un risultato significativo. Ogni cambiamento è progressivo e graduale e l’abilità dell’insegnante consiste nell’incoraggiare e sostenere anche i minimi progressi con adeguati rinforzi;

infine fornire gruppi di lavoro e lavoro di gruppo, in termini di partecipazione attiva per l’alunno con ADHD e con difficoltà di apprendimento, col fine di aumentare gli scambi relazionali e la condivisione dei vissuti e delle esperienze didattiche ed emotive, non può che determinare un clima ottimale per l’impegno e la motivazione.

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